Cosmopolis reviews

neilmobile:

I saw Cosmopolis tonight, and it was pretty amazing. It’s my least favourite DeLillo novel, but the adaptation is excellent and all the problems I have with the book make it ideally suited to film anyway (the characterization in the novel is pretty shallow, and it’s a visual affair on the page, so Cronenberg knocks it out of the park). Also the soundtrack is fantastic, with Howard Shore channeling Cliff Martinez.

jmgranier:

Des spectateurs excédés sortent toutes les 5 minutes, les dialogues, directement tirés du roman éponyme de Don DeLillo, sont denses voire abscons, proches mettons de ce que pourrait être une conversation sous dexedrine avec Slavoj Zizek pour prendre une référence européenne, et l’unité de…

thefantodsarecoming:

DeLillo+Cronenberg? Yes, I’m in. Obviously. But I don’t understand why I’ve mostly seen TV spots for this film during baseball games.

What, also, is up with every bit of promotional material for this film selling the THREE NAMES as some kind of supergroup collaboration?

I like Robert…

parlourtreats:

Corpo tecnologico, natura e sessualità: Cosmopolis di David Cronenberg (2012)
«Il nostro legame con l’auto è molto primitivo. L’auto è diventata un’appendice quintessenziale dell’uomo (…). Abbiamo ormai incorporato l’automobile nella comprensione del tempo, dello spazio, della distanza e della sessualità. Voler immergersi in tutto ciò in modo letteralmente fisico mi pare una buona metafora. C’è un desiderio di fondersi con la tecnologia». Queste parole, usate da David Cronenberg per annunciare nel 1996 la volontà di voler lavorare all’adattamento cinematografico del romanzo di J. G. Ballard Crash, mi sembrano perfette per introdurre il nuovo lavoro del regista canadese, l’ennesima impervia riduzione cinematografica della sua carriera:Cosmopolis tratto dall’omonimo romanzo profetico e genuinamente Avant-Pop di Don De Lillo, pubblicato nel 2003.
Per il protagonista Eric Packer (Robert Pattinson), giovanissimo magnate della finanza, l’automobile non è soltanto parte di sé, armonica rappresentazione della fusione fra tecnologia ed essere umano, è il SÉ, il proscenio teatrale in cui si agitano e prendono forma le proprie sfere intrapsichiche: i torbidi desideri dell’Es e le imposizioni del Super-Io. A quest’ultimo Eric tenterà di sottrarsi per tutto il tempo in modo da ottenere quella conoscenza, che lo rende tanto terribile agli occhi del mondo e della neo moglie Elise (Sarah Gadon). Eric è figlio dei degenerati protagonisti di Crash, sa che quello fra tecnologia e natura non è più un semplice rapporto ma che è ormai una fusione totalmente estremizzata. La natura – nella New York di Cosmopolis – è ormai emanazione della tecnologia, gli esseri umani, le loro manifestazioni - come spiega la consulente teorica Vija Kinsky (una straniante e magnifica Samantha Morton) – sono azioni del corpo tecnologico degenerato, che vive nella contemporaneità sottoforma di capitalismo finanziario. Eric l’ha capito da giovanissimo costruendo la sua fortuna su modelli finanziari ricalcanti le strutture naturali, ma oggi (è centrale nel film, come nel romanzo, il rimarcare continuo del tempo inteso come eterno presente, uno streaming temporale fatto di rappresentazioni contemporanee giustapposte), mentre ingaggia una sfida contro lo yen (in particolare contro la sua rappresentazione finanziaria e quindi digitale) e mentre un’oscura «minaccia plausibile» lo incalza, Eric prenderà coscienza dell’anomalia, del dettaglio sfuggitogli durante la costruzione dell’armonico e simmetrico schema finanziario che lo ha portato al successo, un concetto che è già dentro di sé (come rivelerà lo straniante non-finale) e di cui il giovane magnate si renderà conto solo troppo tardi.
Per saperne di più…andate al cinema!

parlourtreats:

Corpo tecnologico, natura e sessualità: Cosmopolis di David Cronenberg (2012)

«Il nostro legame con l’auto è molto primitivo. L’auto è diventata un’appendice quintessenziale dell’uomo (…). Abbiamo ormai incorporato l’automobile nella comprensione del tempo, dello spazio, della distanza e della sessualità. Voler immergersi in tutto ciò in modo letteralmente fisico mi pare una buona metafora. C’è un desiderio di fondersi con la tecnologia». Queste parole, usate da David Cronenberg per annunciare nel 1996 la volontà di voler lavorare all’adattamento cinematografico del romanzo di J. G. Ballard Crash, mi sembrano perfette per introdurre il nuovo lavoro del regista canadese, l’ennesima impervia riduzione cinematografica della sua carriera:Cosmopolis tratto dall’omonimo romanzo profetico e genuinamente Avant-Pop di Don De Lillo, pubblicato nel 2003.

Per il protagonista Eric Packer (Robert Pattinson), giovanissimo magnate della finanza, l’automobile non è soltanto parte di sé, armonica rappresentazione della fusione fra tecnologia ed essere umano, è il SÉ, il proscenio teatrale in cui si agitano e prendono forma le proprie sfere intrapsichiche: i torbidi desideri dell’Es e le imposizioni del Super-Io. A quest’ultimo Eric tenterà di sottrarsi per tutto il tempo in modo da ottenere quella conoscenza, che lo rende tanto terribile agli occhi del mondo e della neo moglie Elise (Sarah Gadon). Eric è figlio dei degenerati protagonisti di Crash, sa che quello fra tecnologia e natura non è più un semplice rapporto ma che è ormai una fusione totalmente estremizzata. La natura – nella New York di Cosmopolis – è ormai emanazione della tecnologia, gli esseri umani, le loro manifestazioni - come spiega la consulente teorica Vija Kinsky (una straniante e magnifica Samantha Morton) – sono azioni del corpo tecnologico degenerato, che vive nella contemporaneità sottoforma di capitalismo finanziario. Eric l’ha capito da giovanissimo costruendo la sua fortuna su modelli finanziari ricalcanti le strutture naturali, ma oggi (è centrale nel film, come nel romanzo, il rimarcare continuo del tempo inteso come eterno presente, uno streaming temporale fatto di rappresentazioni contemporanee giustapposte), mentre ingaggia una sfida contro lo yen (in particolare contro la sua rappresentazione finanziaria e quindi digitale) e mentre un’oscura «minaccia plausibile» lo incalza, Eric prenderà coscienza dell’anomalia, del dettaglio sfuggitogli durante la costruzione dell’armonico e simmetrico schema finanziario che lo ha portato al successo, un concetto che è già dentro di sé (come rivelerà lo straniante non-finale) e di cui il giovane magnate si renderà conto solo troppo tardi.

Per saperne di più…andate al cinema!

coffeemakesmepoop:

D’aucuns ont dit David Cronenberg perdu. Égaré dans son art. Il n’en est rien. Avec les Promesses de l’Ombre, il s’engageait sur un chemin plus direct qu’à son habitude. Avec A Dangerous Method, le maître se faisait plus accadémique, mangé par le sujet de son film. Avec Cosmopolis, la…

jmgranier:

Des spectateurs excédés sortent toutes les 5 minutes, les dialogues, directement tirés du roman éponyme de Don DeLillo, sont denses voire abscons, proches mettons de ce que pourrait être une conversation sous dexedrine avec Slavoj Zizek pour prendre une référence européenne, et l’unité de…

filmthrasher:

Gaining a decent amount of buzz due to the drastically different role for Robert Pattinson, it seems the actor will be starting off a bold new career post-Twilight with director David Cronenberg’s Cosmopolis. With the trailer tossed around the internet earlier this year, the premiere of the film has just mere hours in Canada while The U.K. only has one week until theaters begin to open the film. However, a U.S. release has always been uncertain. Now after all of the positive reception, it seems Cosmopolis is headed to the United States for a release later this summer.

ebyru:

No spoilers in my review :)

Have you seen A Dangerous Method? Cronenberg is all about human psychology, and the darker side of it.

I think the people who left (and there were quite a few at my screening) expected action, romance maybe, maybe a happy ending even. Cronenberg doesn’t do that. The…

pattinsonuk:

These interviews are a few days old now, but still worth reading along with this review posted on our projects site. We have seen some of these questions before.

“The film is in a league of its own” says Robert Pattinson in this interview about the David Cronenberg film Cosmopolis…

nevagiveup:

Poster for Cosmopolis

Cosmopolis eccita confonde disorienta e lascia basiti, quasi due ore di dialogo ininterrotto, di scontro , ricerca di equilibri, connessione promisqua e distaccata, iterazione superficiale quanto profonda, fuga dal reale irreale sconosciuto. E ancora la ricerca di un proprio spazio…